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Sai che ti dico? VUCA!!!

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Pubblicato da MB Services and Consulting | BARI in Aziende · 6 Aprile 2020
Tags: aziendesitowebgestionedeltempo
L’effetto di quello che stiamo vivendo questi giorni con la diffusione del COVID19, lascerà un segno indelebile nel nostro modo di comportarci e di vivere.
Molti dei concetti dei pensatori recenti come il “Mondo Liquido” di Bauman o il “Cigno Nero” di Nassim Taleb, si stanno rivelando corretti e stanno mostrando le conseguenze che, finora, avevamo visto solo nei film.
Del resto, non ci voleva un genio per confermare che le condizioni che stanno attorno alla nostra vita normale stanno cambiando rapidamente ed in una maniera poco controllabile. Ma c’è una grossa differenza tra SAPERE ed ESSERNE CONSAPEVOLI.
Tutti sanno che il fumo fa male, ma ne diventi consapevole solo quando le conseguenze del fumo capitano PROPRIO A TE.
E questa volta, le conseguenze di questa fluidità ed il cigno nero sono capitati PROPRIO A NOI ed hanno influenzato il nostro modo di comportarci ogni giorno.
Per questo, il post di oggi parlerà del nostro mondo liquido, un mondo che da qualche anno viene definito VUCA (acronimo che deriva dal gergo militare) e che ha cambiato i paradigmi rispetto al mondo “antico”..

Ma cosa significa VUCA? Non sarà mica una parolaccia calabrese???

V = Volatilità: Le condizioni che ci circondano sono in continua e rapida evoluzione e ci obbligano quindi ad adattarci molto rapidamente. Velocità!!!
U = (Uncertainty) Incertezza: la mancanza di prevedibilità, le prospettive di sorpresa e il senso di consapevolezza e comprensione dei problemi e degli eventi.
C = Complessità: il moltiplicarsi delle forze, la confusione dei problemi, l’assenza di una catena di causa-effetto e la confusione che circonda l’organizzazione.
A = Ambiguità: la nebulosità della realtà, il potenziale di letture errate e i significati misti delle condizioni; confusione causa-effetto. Quello che pensavamo fosse positivo diventa negativo e viceversa..

Questo tipo di approccio, ovvero la consapevolezza di vivere in un mondo con queste caratteristiche, spesso ha come conseguenza il modo in cui le persone vedono le condizioni in cui prendono le decisioni, pianificano in anticipo, gestiscono i rischi, favoriscono il cambiamento e risolvono i problemi. In generale quindi, le premesse di un mondo VUCA tendono a plasmare la capacità di funzionare e di reagire di un’organizzazione.
In pratica, queste premesse mi permettono di identificare e potenziare COME, CON QUALI ARMI e CON CHE APPROCCIO andrò ad affrontare le prossime sfide.

Dov’è quindi la difficoltà?

La difficoltà nasce dal fatto che a condizioni differenti corrisponde un bagaglio di “capacità”, le cosiddette SKILLS, che sono differenti e continuerà a cambiare e capire questa cosa è di fondamentale importanza.
Arriviamo quindi al punto: quali sono le 4 capacità che per me saranno più importanti per un professionista, indipendentemente che sia imprenditore o dipendente, per essere pronto alle nuove sfide?

CAPACITA’ DI GESTIRE IL TEMPO
La tecnologia ci ha generalmente liberato del tempo. E’ stato calcolato che, automatizzando molte delle attività a basso valore aggiunto e ripetitive, ci hanno “regalato” circa 17 minuti al giorno ovvero 2 ore a settimana.
Riuscire a riempire queso tempo con qualcosa che decidiamo di fare è il valore aggiunto. Se non lo gestiamo saremo succubi di qualcuno che ci vuole vendere qualcosa o che vuole la nostra attenzione (e badate bene che sto parlando di NETFLIX, Facebook…) e che usa delle armi subdole per distrarci. La dopamina (se ne vuoi sapere di più ho scritto un articolo sull’impatto della tecnologia sul nostro cervello ) e quel terribile “din”. Dobbiamo quindi fare come Ulisse con le sirene: RESISTERE!!! Nulla di nuovo, basta saperlo!!!

DEFINIRE BENE GLI OBIETTIVI E RESTARE FOCALIZZATI
Uno dei segreti per gestire il tempo è riuscire a definire precisamente i nostri obiettivi ovvero le varie tappe che vogliamo seguire per arrivare al nostro punto finale. FOCUS e SPINTA sono le due caratteristiche che ci permetteranno di usare il tempo a nostra disposizione nella maniera più efficace.

IMPARARE A SBAGLIARE
E’ ovvio che se le condizioni al contorno cambiano, la nostra vita diventerà sempre di più una questione di provare-sbagliare-correggere-riprovare. Se da un punto di vista motivazionale possiamo definire i nostri obiettivi in maniera furba per evitare di essere presi dallo scoramento, quello che è più importante è riuscire a trarre degli insegnamenti dai nostri errori.
Ovvero, come disse il mitico Ettore Messina, di fare sempre errori diversi imparando qualcosa da ognuno di essi.
Ricordiamoci quindi. Il problema non è FARE DEGLI ERRORI ma NON COMPRENDERE NULLA DI NUOVO DA ESSI.

NON LAMENTARSI
Il lamento serve: non proviamo a mentire a noi stessi. Serve a molte cose, serve a creare legame, serve a sfogarsi, serve a smuovere gli animi (ho scritto un articolo sull’arte del lamento). Ma deve essere limitato. Al lamento infatti non segue mai un’azione e spesso invece è legato un alibi e quindi trovare qualche strana causa esterna che non ci permette di fare qualcosa.
Del resto, chi si metterebbe al lavoro sapendo che ci sono forze esterne invincibili che remano contro di noi? Meglio una serie su NETFLIX o sbirciare FACEBOOK.
Sapere riconoscere il lamento e fermarlo è un prerequisito, anzi, IL PREREQUISITO per iniziare ad adattarci alle condizioni mutevoli e non essere sopraffatti dal pessimismo al primo errore.
Alla fine, siamo qui con il nostro superpotere. Possiamo DECIDERE DI FARE QUALCOSA o essere trascinati dalla corrente.
Scegliere la pillola rossa o quella blu. Scegliere il lato oscuro della forza o i Jedi.
Scegliere...!
Come in molti dei film che possiamo vedere su Netflix. Ma solo se decideremo di andare dalla parte sbagliata....

Fonte



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