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Come realizzare una newsletter efficace: trucchi e best practice

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Pubblicato da MB Services and Consulting | BARI in Web · 22 Giugno 2020
Tags: newsletterguidaweb
Stai pensando di scrivere una newsletter per migliorare la tua comunicazione e dare una scossa alla tua attività? Fai bene!

La newsletter è uno strumento molto potente  attraverso il quale puoi mantenere aggiornati i tuoi iscritti su tutto  ciò che fai o che accade nella tua attività. Creando un filo diretto con  i tuoi contatti avrai più chance di trasformarli in clienti, di  migliorare l’immagine che hanno di te e, in ultima analisi, di  fidelizzarli.

Realizzare una newsletter efficace, però, è un’arte. Un’arte che puoi imparare. Ecco, allora, l’A-B-C da cui puoi partire.

Che cos’è una newsletter

Innanzitutto facciamo un po’ di chiarezza perché ti sarà  sicuramente capitato di sentir parlare di newsletter, dem o messaggi  transazionali ma sei sicuro di sapere che cosa sono e in cosa  differiscono? A scanso di equivoci, ricordiamolo brevemente:

  • Le newsletter sono  dei messaggi che, con cadenza periodica, le aziende inviano ai loro  iscritti per informarli su cosa fanno. Gli argomenti possono essere  diversi: novità di prodotto, notizie aziendali, consigli, testimonianze,  eventi, formazione, ecc. L’obiettivo è, in genere, convincere l’utente a  fare qualcosa: visitare il sito, leggere il blog, iscriversi a un  evento, ecc.

  • Le DEM (Direct Email Marketing),  invece, sono dei messaggi commerciali: illustrano una promozione  relativa ad un prodotto con una scadenza temporale. In genere sono  collegate ad una Landing Page, ovvero una pagina di atterraggio con  tutte le informazioni relative all’offerta. L’obiettivo è convincere  l’utente ad effettuare l’acquisto.

  • I messaggi transazionali,  infine, sono messaggi che danno un feedback all’utente: confermano  l’avvenuta registrazione, l’invio di un ordine, la ricezione di un  pagamento, ecc. Servono per fidelizzare gli utenti al servizio.

Come si crea una newsletter efficace

Il successo di una newsletter dipende da moltissimi fattori:  alcuni riguardano la stesura vera e propria della newsletter ma altri  sono inerenti alla fase di raccolta dei contatti. Il modo migliore di  procedere è scorrere, uno per uno, i passaggi che culminano con la  ricezione di una newsletter da parte di un utente e scoprire le best practice a cui è utile attenersi.
Scelta della piattaforma
Se  vuoi seriamente utilizzare le newsletter come strumento di marketing  non puoi pensare di inviarle attraverso un normale client di posta  elettronica, per intenderci il client che usi per inviare e ricevere le  e-mail personali o aziendali. I motivi sono essenzialmente due:
  • la tua newsletter finirebbe nello spam o, ancor peggio, in una blacklist che ti impedirebbe ogni futuro invio;
  • la gestione della campagna risulterebbe troppo complicata e, in ultima, analisi, poco efficace.

La soluzione è semplice. Devi affidarti a una piattaforma di Email Marketing  online che ti permetta di automatizzare la procedura di creazione e di  invio massivo delle newsletter, dandoti buone probabilità di non finire  nello spam.

Le piattaforme disponibili sono molte: per le nostre campagne di e-mail marketing, noi abbiamo scelto Sendinblue e  ne siamo molto soddisfatti. Prova gratuitamente il servizio:  registrandoti potrai caricare la tua lista contatti, creare la tua  newsletter sfruttando i numerosi template, inviare fino a 9.000 email al  mese e monitorare in tempo reale le performance delle campagne inviate.

Raccolta dei contatti
Scelta la piattaforma, devi preoccuparti di creare il database dei contatti a cui inviare le tue newsletter.

A questo proposito, la prima cosa che puoi fare è inserire sul tuo sito web una form online e invitare i visitatori a registrarsi  per rimanere sempre aggiornati su ciò che proponi. Non chiedere troppi  dati: più una form è lunga e meno persone saranno disposte a compilarla.  In fondo a te basta conoscere il nome e l’e-mail: altri dati li potrai  chiedere più avanti.

Una buona idea è dare qualcosa in cambio, un piccolo dono per ricompensare chi si iscrive: puoi pensare a dei contenuti extra come e-book, report e guide, oppure puoi regalare un codice sconto di benvenuto. In genere, offrendo qualcosa di valore i tassi di iscrizione aumentano sensibilmente.

Le  form di registrazione sono un ottimo strumento ma puoi essere creativo:  qualsiasi occasione dovrebbe essere buona per fare un po’ di lead  generation. Il modulo da compilare in negozio per avere la carta fedeltà  piuttosto che il questionario di soddisfazione cliente sono solo due  esempi di strade ugualmente valide per richiedere una e-mail.

Il tuo obiettivo deve essere far crescere il database:  maggiore è il numero dei contatti a cui potrai scrivere, maggiori  saranno le possibilità di convertirli in clienti per i tuoi  servizi/prodotti. E sa hai un’associazione e non vendi nulla, il tuo  obiettivo non cambia: più grande sarà il database e più persone  conosceranno quello che fate e potranno darvi il loro sostegno.       

Il punto fondamentale di questa attività di raccolta dei contatti è che le persone devono dare il loro consenso esplicito a ricevere la tua newsletter. Ricorda: utilizzare e-mail senza il consenso dei proprietari è illegale e va contro la vigente normativa sulla privacy.

Comunque,  le piattaforme di e-mail marketing ti vengono incontro anche in questo:  ti permettono sia di creare le form di registrazione complete di  richiesta di opt-in, sia di importare e inserire contatti ricavati in  altro modo.

L’aspetto interessante è che, a questo punto, potrai organizzare i contatti  in liste a seconda degli interessi e delle preferenze che hanno  espresso, piuttosto che dei prodotti/servizi che hanno già acquistato.  Così facendo potrai inviare a ciascuna lista solo i contenuti più  adatti.

Ancora una cosa: non ti dimenticare di pulire periodicamente il tuo database eliminando  gli utenti che da molto tempo non aprono le tue newsletter o quelli che  chiedono di essere disiscritti. È vero, da poca soddisfazione veder  diminuire il numero di iscritti ma un database pulito migliora il tasso  di open rate (vedremo cos’è) e permette di valutare meglio l’efficacia  delle campagne.
Definizione del calendario editoriale
Ottimo!  Hai la piattaforma di invio e delle liste di contatto su cui lavorare. È  ora di pensare a come organizzare la tua attività affinché la tua  newsletter sia efficace sul lungo periodo. Ciò di cui hai bisogno è una strategia.

Prima di procedere all’invio della tua prima campagna, quindi,  prenditi un po’ di tempo e prova a rispondere a domande come queste:
  • A chi mi rivolgo? Chi è in destinatario della mia newsletter, il mio target?
  • Qual è il mio obiettivo? Cosa voglio ottenere? Traffico sul sito, vendite, miglior rapporto con i clienti?
  • Cosa ho da dire? Cosa invierò? Un contenuto esclusivo, articoli del blog, promozioni?
  • Che frequenza di invio posso mantenere? Quotidiana, settimanale, mensile?
  • Quale valore aggiunto offro? Perché i miei contatti dovrebbero iscriversi e seguirmi?

Più  avrai chiare le risposte a queste domande, più riuscirai a impostare  correttamente le tue newsletter e a fare in modo che diventino delle comunicazioni attese, aperte e lette da parte dei tuoi contatti

La tua newsletter deve diventare un appuntamento a intervalli regolari con i tuoi lettori, quindi:
  • scegli una frequenza di invio fissa e rispettala;
  • seleziona i migliori contenuti che puoi offrire;
  • definisci un tono, un’identità grafica e una linea editoriale riconoscibile;
  • trova un modo per differenziarti dai tuoi concorrenti.

Fatto? Bene, ora sei pronto per scrivere la tua prima newsletter!
Creazione della newsletter
Siamo  finalmente arrivati al punto: dobbiamo creare la nostra newsletter.  Perché abbia delle buone possibilità di successo, devi curare tutti i  dettagli, anche quelli che a prima vista potrebbero sembrarti secondari e  poco importanti.  

Mittente
Il mittente è determinante per la lettura dell’oggetto e, di conseguenza, per l’apertura di una e-mail.
Assicurati che il mittente delle tua comunicazione sia riconoscibile e riconducibile alla tua azienda/brand.  Per rendere il tutto un po’ più personale puoi anche utilizzare il nome  di una persona come, per esempio, il responsabile della comunicazione o  il presidente e, soprattutto, evitare di utilizzare il “no-reply”. Se  poi devi inviare newsletter diverse puoi studiare mittenti con nomi ed  indirizzi e-mail differenti per far capire subito il tipo di  comunicazione, per esempio: assistenza@mybrand.com e newsletter@mybrand.com. Infine, ricorda che il mittente è uno degli elementi più importanti per i filtri anti-spam.

Oggetto
Insieme al mittente, l’oggetto è l’elemento che di fatto decide le sorti della tua newsletter:  se riesce a incuriosire e ad interessare, l’utente sceglierà di aprire e  leggere; in caso contrario la tua comunicazione sarà destinata al  cestino vanificando ogni tuo sforzo.
Nello scrivere il tuo oggetto cerca di essere chiaro, diretto e immediato: i client mostrano fino a 50 caratteri quindi fai in modo di dare subito le informazioni più importanti. Punta ad essere convincente: puoi provare con parole che esprimono urgenza (es. “solo per oggi”) o scarsità (es. ultimi rimasti). Un buon modo per essere più coinvolgenti e fare domande (es. sei dei nostri?), utilizzare i numeri (es. 5 consigli per) o inserire delle emoji (es. Ancora per poche ore ⌛)
Non  fare, invece, false promesse che mineranno la tua credibilità. Evita il  maiuscolo, un uso eccessivo della punteggiatura e il ricorso a parole  che vengono intercettate e identificate come spam: gratis, free, regalo,  soldi, ecc

Preheader
Il preheader è la riga di testo che segue l’oggetto e che serve per dare un’ulteriore anticipazione dei contenuti del messaggio: è utile al lettore per farsi un’idea più precisa e decidere se aprire o meno la newsletter.
Sfrutta questo elemento per persuadere i tuoi contatti: hai a disposizione 100 caratteri  per mettere in luce i tuoi concetti chiave. Ricorda che se non lo  specifichi, come preheader verranno mostrati i primi elementi testuali  presenti all’interno del messaggio e i risultati potrebbero essere  tutt’altro che esaltanti.
     
Messaggio
Nello scrivere il messaggio della tua newsletter tieni sempre ben a mente a chi ti stai rivolgendo: pensare al tuo pubblico ti aiuterà a trovare il modo più adatto per comunicare ciò che hai da dire.
Puoi seguire il metodo della piramide rovesciata:  disponi i contenuti dal più generico al più mirato, fino ad arrivare al  nocciolo della questione. Cerca, però, di essere chiaro e sintetico e  di mettere subito i contenuti più importanti: non tutti hanno sempre  voglia di leggere e di arrivare fino in fondo.
Punta  a descrivere vantaggi e benefici, più che le caratteristiche in sé di  un prodotto o un servizio: le persone hanno fretta e vogliono sapere  subito perché qualcosa dovrebbe interessare loro e cosa ne potrebbero  ricavare.
Fornisci informazioni accurate e  precise e, se hai sia contenuti informativi che promozionali, cerca di  bilanciarli al meglio: un regola vuole che la proporzione “giusta” sia  80/20.
Favorisci la lettura, strutturando  correttamente i testi in paragrafi, prediligendo i punti elenco,  rendendo facilmente riconoscibili i link, bilanciando correttamente  pieni e vuoti e scegliendo un’adeguata dimensione del font.

Immagini
Il  messaggio è fatto non solo di parole ma anche di immagini. Sceglile con  cura perché possono essere qualcosa di più di semplici elementi grafici  utili a rendere bella la tua newsletter. Possono guidare l’attenzione,  veicolare concetti importanti, sostenere il testo e fare in modo che  venga compreso e ricordato più facilmente.
Punta su immagini di qualità:  la cosa migliore sarebbe poter contare su grafiche realizzate ad hoc in  modo da comunicare professionalità e da potersi distinguere dalla  concorrenza. In alternativa ricorda che sul  web ci sono ottimi servizi,  come Depositphotos, che offrono ricchissimi stock di immagini.
Ottimizza sempre il peso delle immagini prima di inserirle  nella tua newsletter e prevedi una descrizione alternativa (ALT Text)  che possa essere visualizzata quando il download non è possibile. Infine,  considera che una newsletter non dovrebbe mai contenere solo immagini  perché in questo modo aumenta considerevolmente il rischio di finire  nello spam.

E per finire una piccola curiosità.

Come  sai uno dei peggiori incubi per chi invia newsletter è finire nello  spam. Lo spam è la pubblicità spazzatura: messaggi indesiderati, spesso  con contenuti di scarsa qualità e a volte con scopi malevoli.

Ma  sai perché si chiama “spam”? Spam è il nome di una marca di carne in  scatola molto diffusa in Gran Bretagna nel dopoguerra. Negli anni ‘70  divenne popolare uno sketch dei Monty Python in cui la cameriera di una  locanda proponeva in continuazione piatti a base di spam.

L’ossessionante insistenza della cameriera è stata paragonata a  quella della pubblicità non richiesta alla quale, infine, è stato dato  lo stesso nome dello sketch: spam.



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